
Ashu
novelist, sanskritist, Canadian living in India
- Nov 13, 2021
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Il 27 agosto del 1950 Cesare Pavese moriva. Aveva deciso di non attendere il caso, la malattia, ma di far decidere alla volontà. Si chiuse in una stanza dell'hotel Roma di Torino e si riempì di barbiturici. Non si decide di nascere, si può decidere di morire. Queste ultime parole che Pavese lasciò sul comodino sono un commiato leggero che scarica a terra colpe, responsabilità, dolori. Tutti assolti, perché la fatica del vivere non pretende che indulgenza.